Parliamo di quell'etichetta «QLED»
Ecco una TV da 32 pollici che si fregia del marchio
QLED. Nel mondo del marketing, è l'equivalente di montare uno spoiler su una berlina compatta base. Sembra sportiva, ma stiamo davvero correndo? La scheda tecnica dice una cosa, la realtà un'altra, ma in questo caso specifico la tecnologia Quantum Dot dà davvero ai colori un po' di grinta in più rispetto a un comune pannello LED economico. I colori sono vivaci e brillanti e, per le notizie del mattino o Netflix in sottofondo, va benissimo.
Non lasciate però che le luci brillanti vi facciano dimenticare che questo è uno schermo a 720p. Sì, nel 2026 siamo ancora qui, con 720p su uno schermo da 32 pollici. Se siete sul divano a tre metri di distanza, nessun problema. Se provate a usarlo come monitor per PC o vi sedete a meno di un metro, vedrete pixel grandi come francobolli. Non è fatto per mostrarvi i pori sul viso di un attore, quindi regolate le aspettative di conseguenza.
La luminosità si ferma a 270 nit. Non vi darà fuoco alle retine, cosa che in realtà è una benedizione se lo usate in un dormitorio buio alle due di notte. Il rapporto di contrasto di 1200:1 è onesto, che in gergo tecnologico significa «non aspettatevi neri da OLED». Le tonalità scure tendono al grigio: per questa fascia di prezzo va bene, ma non fingiamo che sia una macchina da cinema in casa.
Ho visto alcuni acquirenti lamentarsi di un'esperienza Fire OS un po' lenta. Quando si cerca di infilare un sistema operativo completo in un hardware dal prezzo così aggressivo, qualcosa deve pur cedere. A volte sono le animazioni dei menu, che perdono fluidità. Non è inutilizzabile, ma se arrivate da un OLED di fascia alta noterete eccome gli scatti mentre scorrete le app.
Il design è sottile e senza pretese. Sta in una libreria, in un angolo stretto o su un supporto a parete senza pretendere tutte le attenzioni della stanza. È un giocatore di squadra. L'equivalente tecnologico di un tostapane affidabile che ogni tanto ci mette un secondo in più a far saltare fuori il pane. Fa il suo lavoro, ha un aspetto decoroso e non pretende di essere un elettrodomestico da cucina stellato.
Fire TV e altri gingilli luccicanti
L'integrazione di Fire OS è la vera star dello spettacolo. Se siete già immersi nell'ecosistema Amazon, basta collegarla e partire. Netflix, Disney Plus e Prime Video sono già lì, pronti all'uso. Il controllo vocale Alexa è sorprendentemente utile quando siete troppo pigri per cercare il telecomando sotto una montagna di bucato, cosa che, diciamolo, succede quasi sempre.
Poi c'è il supporto ad Apple AirPlay. Per gli studenti universitari o chi ama il minimalismo e vuole semplicemente trasmettere al volo un video dall'iPhone al grande schermo, funziona davvero. È una di quelle funzioni che sembrano premium anche quando l'hardware a cui sono abbinate appartiene senza dubbi alla fascia economica. Un bel tocco che fa sembrare la TV molto più moderna di quanto suggerisca il pannello a 720p.
La connettività è un po' un miscuglio. Ci sono porte HDMI, una porta Ethernet e una USB, ma solo una USB. Se volete collegare un disco rigido, una tastiera e una striscia LED di lusso, vi servirà un hub. E, per favore, non provate a riprodurre file 4K da un disco rigido su questa TV. È uno schermo a 720p e il processore non ha alcuna pretesa di essere un lettore multimediale di fascia alta. Vuole trasmettere contenuti in streaming e restare al suo posto.
Il verdetto finale
Se state arredando un dormitorio, un ufficio in casa o una camera per gli ospiti, questa
Xiaomi TV è un ottimo affare al prezzo attuale. Avrete uno schermo QLED di marca, più che valido, che gestisce lo streaming alla grande. Ma se siete maniaci dei pixel, giocatori in 4K o vi irrita anche il minimo rallentamento di un sistema operativo, guardate altrove e preparatevi a spendere molto di più.