Finalmente, una scrivania da bunker che funziona davvero
Insomma, avete passato l’ultimo decennio a decorare casa con cimeli Vault-Tec, sperando che un giorno il vostro ufficio somigliasse a un terminale funzionante in un bunker prebellico. Ecco
Elgato Nuka-Cola Stream Deck. In pratica è il potente Elgato standard da 15 tasti, ma ricoperto di abbastanza vernice rossa e bianca da soddisfare anche il più fanatico vagabondo della Zona Contaminata. È il genere di accessorio che vi fa sentire come se steste hackerando un terminale allo Starlight Drive-In, anche se state solo aprendo un foglio Excel per lavoro.
Diciamolo: in fondo è la stessa tecnologia affidabile che abbiamo già visto una dozzina di volte.
Elgato conosce il suo pubblico e sa che i gamer sono disposti a pagare per un tema. Il dispositivo misura circa 8.4 by 11.8 centimeters e si piazza sulla scrivania con tutta la discrezione di un manifesto di propaganda. Si collega via USB-C, una soluzione moderna, ma controllate le porte prima di ordinarlo. Se avete ancora un PC dell’epoca della Grande Guerra, potrebbe servirvi un adattatore.
La scheda tecnica dice una cosa, la realtà un’altra: è un tastierino macro con un prezzo salato. A chi non importa del logo Nuka-Cola, lo
Stream Deck standard offre esattamente la stessa utilità. Eppure eccoci qui, ad analizzare l’impatto estetico di un pezzo di plastica. Di sicuro dà il via a una conversazione, sempre che chi entra in ufficio sappia cos’è una Nuka-Cola. Altrimenti siete solo una persona con un giocattolo rosso acceso sulla scrivania.
Gli acquirenti continuano a dire che sostituisce alla perfezione i loro tastierini più piccoli, e capisco perché. Una volta assegnati tasti dedicati a Discord, OBS e ai comandi delle luci smart preferite, tornare a usare il mouse come un comune plebeo è dura. I tasti sono precisi, le icone LCD luminose e l’integrazione software è, francamente, il motivo per cui
Elgato si guadagna lo stipendio. È una comodità che crea dipendenza in un attimo.
Vale la spesa in più? È la vera domanda per qualsiasi collezionista. Se volete una scrivania che sembri sopravvissuta alle bombe, senza rinunciare a un flusso di lavoro di alto livello, questo è il vostro Santo Graal. Se volete solo premere pulsanti per cambiare colore alle luci, state pagando un bel po’ per la verniciatura. Però non posso negarne il fascino. È raro vedere una periferica da gaming così in sintonia con il materiale da cui trae ispirazione.
Più di una bella verniciatura
Al di là del marchio, qui la funzionalità è solida. Avete 15 tasti con schermo LCD, assegnabili a quasi tutto ciò che vi viene in mente. Volete silenziare il microfono mentre andate nel panico durante uno scontro con un boss? Un tasto. Volete cambiare scena in OBS? Un altro tasto. Potete anche usare questi tasti per tenere d’occhio in tempo reale le statistiche di CPU e GPU, così controllate l’hardware senza uscire dal gioco con Alt-Tab.
Il vero punto di forza è l’ecosistema software.
Elgato offre aggiornamenti regolari e una libreria di plugin che, a dirla tutta, è quasi eccessiva. Che usiate Philips Hue, Discord o macro complesse per il montaggio video, la curva di apprendimento è sorprendentemente dolce. Quasi volessero che usaste davvero il dispositivo, invece di lasciarlo a prendere polvere. Le icone sul display sono nitide e potete personalizzarle in stile Fallout o renderle più professionali, nel caso il capo faccia un’improvvisata.
La connessione è USB-C, niente di problematico, ma il cavo incluso ha un connettore particolare. Un utente ha fatto notare che il connettore angolato aiuta a tenere tutto in ordine, ma potrebbe interferire con alcune configurazioni se non avete una porta USB-C libera. Il consiglio? Controllate la scheda madre o procuratevi un hub decente. Non fatevi trovare con il pacco in mano e la necessità di aspettare un cavo per poterlo collegare.